SENTINELLE CHRETIENNE

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Il sacrificio di Gesù necessario per il riscatto secondo la Legge Levitica 27 février, 2016

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 12:04

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L’Agnello di Dio immolato, morto sulla croce

L’agnello che prende su di sé i peccati dell’umanità ricorda la Pasqua giudaica del popolo schiavo in Egitto dell’Esodo 12.

Perché, Ebrei 1:1-3 “Iddio, dopo aver in molte volte e in molte maniere parlato anticamente ai padri per mezzo de’ profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi mediante il suo Figliolo. Che Egli ha costituito erede di tutte le cose, mediante il quale pure ha creato i mondi; il quale, essendo lo splendore della Sua gloria e l’impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand’ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà nei luoghi altissimi  ».

Dio si è fatto uomo per salvare, noi peccatori: “Compreso me (scrive S Paolo),  »difatti, tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” Romani 3:23  »Se diciamo che siamo senza peccato, facciamo di Lui un bugiardo e la Sua Parola non è in noi. » 1 Giovanni 1:10;

Credersi puro senza avere mai fatto del male, senza avere fatto qualche cosa contro la volontà di Dio è peccato.  » Come è scritto, Non c’è nessun giusto. Nemmeno uno solo. Nessuno è intelligente, nessuno cerca Dio; Tutti si sono allontanati, tutti sono pervertiti; Non c’è nessuno che faccia il bene, neppure uno  » Romani 3: 10-12

Il peccato ci separa da Dio per l’eternità!  » Perché se Dio non risparmiò gli angeli che hanno peccato, ma li inabissò confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio  » 2 Pietro 2: 4. Versetto 9 “Il Signore sa trarre i pii dalla tentazione e riserbare gli ingiusti ad essere puniti nel giorno del giudizio”

Gesù disse a illustrare la sua incarnazione: Matteo 21:33.39 Nella Parabola dei vignaioli omicidi:

«[33] Ascoltate un’altra parabola: C’era un padrone che piantò una vigna e la circondò con una siepe, vi scavò un frantoio, vi costruì una torre, poi l’affidò a dei vignaioli e se ne andò. [34] Quando fu il tempo dei frutti, mandò i suoi servi da quei vignaioli a ritirare il raccolto. [35] Ma quei vignaioli presero i servi e uno lo bastonarono, l’altro lo uccisero, l’altro lo lapidarono. [36] Di nuovo mandò altri servi più numerosi dei primi, ma quelli si comportarono nello stesso modo. [37] Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: Avranno rispetto di mio figlio! [38] Ma quei vignaioli, visto il figlio, dissero tra sé: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e avremo noi l’eredità. [39] E, presolo, lo cacciarono fuori della vigna e l’uccisero.»

« Il padrone è Dio, il Figlio è Gesù, la vite è la terra dove Dio ha messo gli uomini a dare i suoi frutti, i viticoltori sono uomini che non hanno ricevuto i profeti e la Parola di Dio in Cristo, e ucciso dei profeti e come il Figlio di Dio sulla croce.

L’umanità ribelle a Dio, l’uomo peccatore, non poteva essere riconciliato con Dio per sé, con le sue azioni, l’uomo non può redimere la sua anima peccatrice. Il riscatto di ogni uomo decaduto poteva essere possibile solo attraverso l’uomo Gesù, che non ha mai peccato, il fratello, il suo parente più prossimo, l’unico autorizzato al riscatto secondo la Legge Levitica.

Se non è per l’Uomo Gesù, che si è fatto nostro fratello, non c’è possibilità di riscatto secondo la legge levitica, che stipula un riscatto possibile solo s’è fatto da uno stretto parente, se così non fosse, sarebbe un atto ingiusto, gratuito di Dio.

È in questo che deve essere vista la necessità del dono di sé stesso di Gesù, che Uomo, può esercitare il suo diritto al riscatto dei suoi fratelli gli uomini, pagando non con dei soldi o dell’oro, ma con il Suo sangue purificatore versato sulla croce, la Sua vita donata in sacrificio espiatorio prendendo su di Lui tutti i peccati, dell’umanità.

Una condizione é posta all’uomo peccatore: con un atto di fede, è indispensabile l’accettazione della salvezza vicaria di Gesù. Liberamente, ogni uomo, ogni donna deve riconoscersi peccatore, credere e dire, in se stesso convinto:

Gesù è morto sulla croce a causa dei miei pescati e il suo sacrificio è valido presso Dio affinché io possa essere ripulito e rivestito di una veste bianca. Non è a causa di miei meriti che io potrei essere accettato da Dio, ma solo purificato dal sangue di Cristo, io posso essere ricevuto da Dio nel suo Regno celeste. Il cristianesimo è dunque la religione della redenzione, perché  » il salario del peccato è la morte,  » Romani 6:23 il perdono di Dio non poteva essere fatto gratuitamente. La sua giustizia richiede una punizione per la trasgressione, la giustizia non poteva cambiare in ingiustizia. Questo sarebbe un incentivo a fare il male, se alla fine tutto sarebbe stato perdonato a tutti, senza la necessità di condanna o di riscatto Levitico .

Il peccato è la trasgressione della legge di Dio, è qualsiasi disobbedienza alla volontà di Dio rivelata. Non ci sono “piccoli peccati” che non hanno bisogno del perdono di Dio. Il più grande comandamento di Dio è amore!

Vi è quindi un costo per il riscatto, e lo ha pagato con il Suo sacrificio l’Agnello di Dio, il sangue innocente versato da Gesù Cristo. Questo sacrificio NON costa nulla all’uomo che ha avuto un pentimento sincero, perché  »ma il dono gratuito di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.  » Romani 6:23

La vita eterna con Dio e i suoi angeli è una certezza per il credente evangelico, non é un forse, ma un credo nella promessa della vita eterna con Dio, perché questa non si basa sui miei eventuali meriti, ma mi è stata data per grazia, nello stesso momento che ho accettato Gesù nella mia vita di peccatore.

Gesù è l’unico uomo nella storia del genere umano che è stato in grado di affermare che Egli è senza peccato, (Giovanni 8:4) “Chi di voi può convincermi di peccato? Se dico la verità, perché non mi credete? [47] Chi è da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio» Questo ha detto Gesù. Cioè chi può veramente dire che io sono un pescatore?

Per far fronte anche con quello che lo stesso Giovanni scrive nella sua 1° Epistola 3: 5  »[5] «Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci sono tenebre

San Paolo spiega in 1 Corinzi 15: 45-50 “[45] il primo uomo, (Adamo), divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo (Gesù uomo) divenne spirito datore di vita. [46] Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. [47] Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. [48] Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. [49] E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. [50] Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità.»

1Corinzi 15: “22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati; … 24 Quand’Egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre …. 28 E quando ogni cosa Gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti.  » 1 Corinzi capitolo 15.

 

 
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Maometto il Profeta dell’Islam 14 février, 2016

Classé dans : Islam — Sentinelle Chrétienne @ 18:26

Maometto, in aramaico Muhammad (il lodato) (nato alla Mecca verso l’anno 570 -. 632 Medina) profeta dell’Islam. Orfano dalla nascita, Muhammad è stato allevato da uno zio e molto presto fu messo alla pastorizia.

In seguito entrò al servizio di una ricca vedova, Khadija. Egli accompagna le sue carovane in Siria, Khadija prima lo associa ai suoi affari e poi lo sposò. Hanno avuto sette figli: Tre maschi che non hanno vissuto, e quattro figlie; la più giovane sposò Alì, cugino di Maometto, assicurando così la discendenza del Profeta. La Mecca, città carovaniera, era il luogo di un pellegrinaggio politeista, tuttavia, l’esistenza di una corrente monoteistica vi è attestata.

Maometto aveva preso l’abitudine di meditazioni solitarie in una grotta sul monte Hira; è li che per mezzo di sogni prima, e di visioni poi, qu’egli ha avuto, secondo la tradizione, attraverso l’Arcangelo Gabriele, (?), la rivelazione della missione che Dio lo investiva.

Il suo entourage ha ricevuto il suo messaggio e lo ha incoraggiato; I ricchi mercanti della Mecca hanno respinto una dottrina monoteista che rovinava i loro interessi; Gli umili formarono un gruppo di seguaci.

Nel 619, avendo perso due fedeli alleati, Khadija e suo zio Abu Talib, Maometto ha dovuto cercare rifugio fuori della Mecca, dove ormai si opponeva allo zio paterno Abu Lahab.

Dei contatti sono stati realizzati con le tribù della città di Yathrib, palmeto nel N-O della Mecca, che cercavano un mediatore. Maometto ed i suoi seguaci emigrarono lì nel 622. Questa emigrazione (hidjra, agira) è il punto di partenza dell’era musulmana e Yathrib fu rinominata Madinat al Nabi (la città del Profeta, Medina).

Muhammad a Medina organizza la comunità musulmana (umma), composta da due gruppi uguali di seguaci: Il Muhädjirün, emigranti della Mecca e gli Ansar, discepoli di Medina. Rianimando la fede monoteista d’Abramo (Ibrahim).

Muhammad dà radici puramente arabe a l’organizzazione culturale e liturgica (ch’egli precisa nel corso degli anni). Vittorie e sconfitte militari si alternarono contro gli abitanti della mecca, che conclusero un patto con Maometto (628) che consente il pellegrinaggio e che prevede una tregua di dieci anni.

Nel 630, i meccani avendo rotto la tregua, Maometto prende possesso di due città, distruggendo gli idoli, decretò un’amnistia generale e tornò a Medina. Gli ultimi avversari si sono radunati a lui intorno al 632, tutta l’Arabia era stata praticamente islamizzata. Muhammad fece il pellegrinaggio (dell‘addio) a La Mecca e ne codifica i riti (Hajj), al ritorno si ammalò e morì l’8 Giugno 632. Muhammad (il lodato) (Mecca verso 570. Medina 632).

Abù Bakr o Abù Bekr: (573 La Mecca – Medina 634), il suocero e successore di Maometto; apre nel 632 il regno dei primi quattro califfi arabi, innesca la conquista islamica e comincia (?) a riunire i frammenti sparsi oralmente del Corano. Omar o Umar (Ibn al-Khattab) (La Mecca, verso 583 – Medina 644), secondo califfo dell’Islam (634-644). diffonde l’Islam, conquistando la Mesopotamia (636), l’Egitto (640), e una parte della Persia (642). Fissò l’era dell’Egira (622).

Ali (ibn Abi Talib) (La Mecca verso il 600 – Kufa 661), quarto califfo musulmano, marito di Fatima, figlia del Profeta (622). Eletto Califfo nel 656 deposto da Mu’awiyya nel 659, fu assassinato nel 661. Gli sciiti lui attribuirono poteri semi divini, che gli sarebbero venuti da Maometto e dei quali hanno ereditato i due figli, Hasan e Husayn. L’Islam è apparso sei secoli dopo la venuta di Issa ibnoullah (Gesù figlio di Dio) Mohammed sarà un architetto di talento per costruire il Corano con materiali differenti !

 

 
 

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