SENTINELLE CHRETIENNE

Bienvenue sur mon blog: Homme 76 ans Retraité, Chrétien Évangélique, poète et écrivain publie sur blogs, n’aime pas la polémique ni la vulgarité, aime beaucoup les bonnes fructueuses échanges d’opinions. J’ai besoin de vos commentaires d’encouragement.

 
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En attendant la fin du monde ! 11 décembre, 2012

Classé dans : religion — Sentinelle Chrétienne @ 20:16

En attendant la fin du monde ! dans religion kcvsv

Il y a beaucoup de personnes qui craignent la fin du monde annoncée proche, mais il n’y a une seule personne qui décide de changer son comportement qui le tien loin de Dieu son Créateur.

On est bien disposé à croire à n’importe quelle ‘’prophétie’’ catastrophique et malgré tout on reste encore incrédules au cœur endurcis en vers Dieu le Seigneur qui aime tant toutes ses créatures et qu’Il les aime d’un amour Paternelle.

«Car Dieu a tant aimé le monde qu’il a donné son Fils unique, afin que quiconque croit en lui ne périsse point, mais qu’il ait la vie éternelle«. Jean 3:16 .

Et vous qui lisait ces quelques lignes, vous faite quoi en attendant la fin du monde ? Car elle arrivera certainement, comme le dit San Pierre:

«9. Le Seigneur ne tarde pas dans l’accomplissement de la promesse, comme quelques-uns le croient; mais il use de patience envers vous, ne voulant pas qu’aucun périsse, mais voulant que tous arrivent à la repentance. 

10 Le jour du Seigneur viendra comme un voleur; en ce jour, les cieux passeront avec fracas, les éléments embrasés se dissoudront, et la terre avec les oeuvres qu’elle renferme sera consumée. 

11. Puisque donc toutes ces choses doivent se dissoudre, quelles ne doivent pas être la sainteté de votre conduite et votre piété, 

12 tandis que vous attendez et hâtez l’avènement du jour de Dieu, à cause duquel les cieux enflammés se dissoudront et les éléments embrasés se fondront!

13 Mais nous attendons, selon sa promesse, de nouveaux cieux et une nouvelle terre, où la justice habitera. 

14 C’est pourquoi, bien-aimés, en attendant ces choses, appliquez-vous à être trouvés par lui sans tache et irrépréhensibles dans la paix.

15 Croyez que la patience de notre Seigneur est votre salut, comme notre bien-aimé frère Paul vous l’a aussi écrit, selon la sagesse qui lui a été donnée.

16 C’est ce qu’il fait dans toutes les lettres, où il parle de ces choses, dans lesquelles il y a des points difficiles à comprendre, dont les personnes ignorantes et mal affermies tordent le sens, comme celui des autres Écritures, pour leur propre ruine«  2 Pierre 3:9-16. 

No! Le 21 Décembre 2012 ne se passera rien mais la fin du monde arrivera quand personne ne se l’attend plus.

«  Vous donc, bien-aimés, qui êtes avertis, mettez-vous sur vos gardes, de peur qu’entraînés par l’égarement des impies, vous ne veniez à déchoir de votre fermeté. 

18 Mais croissez dans la grâce et dans la connaissance de notre Seigneur et Sauveur Jésus Christ. A lui soit la gloire, maintenant et pour l’éternité! Amen! » 2 Pierre 3:17-18

Selon ce qui dit San Pierre,  malheureusement,  « dans les derniers jours, il viendra des moqueurs avec leurs railleries, marchant selon leurs propres convoitises, » 2 Pierre 3:3 

 

 
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Questioni cristologiche: consustanzialità e arianesimo 10 décembre, 2012

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 19:43

Questioni cristologiche: consustanzialità e arianesimo dans Religione cacgt8n9calth8m0caidmncoca9tr8rxca164s5hcaoxrwm2carowkpmca4

La nozione di consustanzialità è fatta dai Padri del primo Concilio di Nicea nel 325. Con questo termine, i vescovi presenti al concilio condannano le théorie di Ario secondo cui il Figlio (Gesù) essendo una creatura, non potrebbe essere della stessa sostanza del Padre.

Per chiarire la dottrina, il Consiglio ha fatto la scelta della parola « homoousios«   parola greca, che si traduce nel termine italiano consustanziale, allo scopo di evocare l’unità e l’identità della sostanza (in contrasto con gli ariani, i quali sostenevano che Gesù era di diversa sostanza del Padre, « anomoios », (e coloro che hanno sostenuto che si trattava di sostanza simile, ma non identica « homoiousios » ), anche se la parola non è apparsa nella Settanta. 

Il termine è stato poi applicato nella costruzione del dogma trinitario dello Spirito Santo. Il problema della consustanzialità nel cuore delle questioni cristologiche non deve essere confuso con il problema di filioque che divise le Chiese d’Oriente e d’Occidente.

 Arianesimo 

L’Arianesimo è un movimento teologico del cristianesimo primitivo, qualificato di « eresia«  dai trinitari, dottrina di Ario (256-336), teologo di origine berbera di lingua greca della scuola teologica di Antiochia, cui punto centrale concerne la natura della Trinità cristiana e delle rispettive posizioni dei concetti di « Dio Padre » e « suo figlio Gesù ». Il pensiero dell’arianesimo afferma che se Dio è divino, il Figlio, è soprattutto umano, ma un essere umano con una quota di divinità.

Vi è un consenso oggi per riservare la parola « arianesimo » ad Ario medesimo e coloro che condividevano la sua posizione dottrinale, e di parlare piutosto di ‘’homéisme » e di (‘’homéens« ) quando si tratta di una corrente ulteriore che ha avuto una grande influenza nell’antichità tardiva e all’inizio del  Medioevo.

Cristologia

Nel quarto secolo, l’arianesimo svolge un ruolo importante nello sviluppo del dogma della Trinità cristiana e porta alla sua formulazione. All’epoca, non esiste ancora nessun dogma obbligatorio del rapporto tra il « Padre » e il « Figlio ». Il primo arianesimo adotta il punto di vista di Origene: il subordinazionismo, secondo il quale il Figlio non è della stessa sostanza di Dio, che è increato e senza tempo, mentre Gesù è stato creato, e come un essere umano, egli è effimero. Se il Figlio testimonia di Dio, Egli non è Dio, e se il figlio ha un certo grado di divinità, questa è di minore importanza che quella del Padre. Per Ario, solo il Padre è eterno, il Figlio e lo Spirito sono stati creati.

Gli Ariani non professano la co0nsubstanzialità, adottata più tardi dalle Chiese. Gli argomenti dell’arianesimo sono filosofici sorti dal medio-platonismo su l’assoluto e la trascendenza divina, e seguono una teologia négativa per orientarsi verso uno stretto e rigido monoteismo in cui Dio è irraggiungibile mediante l’unico mezzo di comprensione dell’essere umano. Seguendo il prologo del Vangelo secondo Giovanni, il secondo arianesimo, quello di Ario stesso,  ritiene che Gesù è un uomo in cui si incarna la Parola di Dio.

Gli anti-subordinazionisti trinitari, in seguito chiamati « ortodossi » (della « giusta fede » in greco, come è stato in seguito chiamato) si oppongono a questa visione, in seguito qualificata come « eresia » per sostenere che « l’arianesimo insegna due dèi, uno increato e uno creato, uno elevato e uno con ruolo subalterno; cadendo cosi’ nel politeismo.

Secondo i trinitari l’arianesimo rimette l’insegnamento della salvezza cristiana in questione. Infatti, come lo capiscono i Trinitari, l’arianesimo insegna che oltre a Dio che può salvare la creazione, una créatura lo può anche.  Se Gesù è solamente della stessa natura del Padre o se Gesù non è consustanziale al Padre, insomma se Gesù non è Dio, gli uomini non possono diventare dei figli di Dio.

Accanto ad Ario, i grandi pensatori dell’arianesimo sono: Eusebio di Nicomedia, Eunomio, « l’antipapa » Felix II (353-365), l’arcivescovo Wulfila, il patriarca di Costantinopoli Macedonio (342-346 e 351-360)  e il patriarca Eudosso di Antiochia (360-370), Demofilo (370-379).

Storia della cristologia ariana.

La cristologia ariana è sviluppata per la prima volta a metà del III secolo da Paolo di Samosata. Questo insegnamento è stato condannato da parecchi sinodi locali, soprattutto in Antiochia nel 319, ma continuo ad avere dei sostenitori.

Le liti tra ariani e trinitari hanno preso rapidamente una svolta politica. L’arianesimo domina la storia della chiesa istituzionale nel quarto secolo. E’ ben istallata in casa imperiale e quindi sostenuta dal potere. I trinitari, come Atanasio, hanno difficoltà a ottenere dei posti di potere fino a quando ottengono quello di Alessandria, vale a dire, il potere su l’Egitto, il granaio del Romano Impero.

Il secondo arianesimo vede opporsi i conciliatori orientali Basilio di Cesarea, Gregorio di Nissa e Grégoire Nazianzeno) alle intransigenze occidentali, come quelle di Ambrogio di Milano. La crisi si suddivide in tre phasi. Fra 318 e 325, una controversia inizialmente locale tra il papa Alexandre d’Alessandria e Ario, si avvelena e si intensifica al punto che l’imperatore

 

Costantino I, dopo aver costatato l’impotenza dei concilii locali, prende il partito di riunire un concilio ecumenico a Nicea, che stabilirà la prima versione di una confessione di fede.

Il partito ariano, al Concilio di Nicea del 325, è diviso in due campi. Da un lato, gli homéensi arianisti in senso stretto, credono che il Padre è Dio, il Figlio è uomo, ed è subordinato al Padre. Alcuni vanno anche oltre, sostenendo che il Padre e il Figlio non hanno nulla in comune: questi si dicono anoméens. Di fronte agli ariani, la tendenza ortodossa è anch’essa divisa tra i niceni stretti, detti homoousiens (dalla parola greca « ousia » che significa « sostanza » con il prefisso omo- »stesso »), per i quali il Padre e il Figlio sono consustanziali, ed i niceni moderati, detti homoïousiens, (il prefisso homoios che significa « simile ») secondo i quali il Padre e il Figlio sono simili ma non consustanziale.

Tra i 325 e 361, sostenuti dall’imperatore Costanzo II, gli ariani ristabiliscono il loro predominio politico e religioso, specialmente durante i différenti concili di Sirmio. Saturnin d’Arles, vescovo di Arles, e il portabandiera dell’arianesimo in Gallia di 353 (data del consiglio di Arles) fino al Concilio di Parigi nel 361. Infine, dal 361 al 381, i trinitari contrattaccano.

Il primo Concilio di Costantinopoli 381 ha deliberato in favore dell’ortodossia trinitaria, dando la sua forma definitiva al Credo. E’ solo dopo questo Concilio di Costantinopoli che l’insegnamento della Chiesa diventa uniformemente antisubordinazionista e trinitario secondo il dogma ortodosso conosciuto come il simbolo di Nicea o Credo di Nicea, che condividono ancora oggi le Chiese  ortodossa, cattolica, luterana e anglicana .

Diffusione

L’imperatore Costantino I° desidera evitare disordini religiosi e sostiene l’organizzazione del Concilio di Nicea nel 325 affinche la Chiesa unifichi la sua posizione. Promuove e favorisce quindi il partito di Atanasio di Alessandria, che aveva proceduto alla scomunica di Ario. E’ durante questo concilio che l’arianesimo è qualificato come « eresia », una parola che assume in questa occasione un senso peggiorativo. Ma è forse un vescovo ariano, Eusebio di Nicomedia, che battezza Costantino sul letto di morte.

Gli Imperatori che gli succedettero variano tra il supporto per ortodossi  a quello per gli Ariani. Costanzo II supporta l’arianesimo, probabilmente più per ragioni politiche che religiose: trovandosi ad Arles in Provenza, ha deciso che un concilio si tanga in quella città per tenere a freno Atanasio patriarca di Alessandria, che si oppone certamente all’arianesimo, ma sopratutto a l’autorità di Costanzo II. E’ il Concilio di Arles del 353, presieduto dal vescovo di Arles Saturnino. Costanzo II ne arbitra le sessioni e réclama la condanna di Atanasio Julien, lui, non apprezza la religione cristiana, e probabilmente non è dispiaciuto di scatenare conflitti all’interno della Chiesa; egli riviene sulle sue  disposizioni.

Pochi anni dopo, l’imperatore d’Oriente Valente aiuta per contro alcuni vescovi ariani. A metà del quarto secolo, i vescovi: Fotino a Sirmio, Valente Mursa in Pannonia ed il suo vicino Ursinus a Singidunum in Mésie sono ariani. Questo ancoraggio ariano vicino al Danubio contribuisce alla conversione dei Visigoti e dei Vandali a l’arianesimo per mezzo del vescovo Wulfila che per mettà era gotico e per mettà era greco. I Visigoti convertono a loro volta gli Svevi, e probabilmente i Burgundi, nel V secolo, durante il loro predominio in Spagna e Gallia.

La fiera opposizione dei cristiani ortodossi contro l’arianesimo diventa un ostacolo alla assimilazione dei popoli federati installati ai margini dell’impero romano, perché questi popoli sono  cristianizzati ariani. Ma alla lunga, sotto l’influenza delle élite e delle popolazioni romaniche, questi popoli germanici si radunano al Cristianesimo ortodosso. I Burgundi sono i primi a convertirsi, al V secolo, durante il Concilio di Toledo (589) i Visigoti di Spagna ed i regno svevo nel  secolo seguente. Gli ultimi focolai ariani: il regno vandalo in Africa e il regno ostrogoto d’Italia, scompaiono durante la riconquista dell’imperatore d’oriente Giustiniano I° nel VI° secolo.

Posterità

In molti modi, il conflitto intorno alle credenze ariane nel corso dei secoli quarto, quinto e sesto contribuisce a definire il carattere  centrale della trinità cristiana nel flusso principale della teologia cristiana. Come il primo grande conflitto interno dopo la legalizzazione del cristianesimo, la lotta tra niceni trinitari, e sostenitori di Ario, lascia una profonda impressione sulla memoria istituzionale delle chiese. Così, nel corso di più di 1500 anni passati, il termine « ariano » è usato per riferirsi a gruppi che si considerano fedeli e discepoli di Gesù Cristo, ma senza crederlo uguale a Dio e senza abbracciare il credo niceno.

Nel 1553, lo studioso spagnolo e riformatore protestante Michele Serveto, visto da molti unitariani comme una figura fondatrice del loro movimento e autore dell’opera  Trinitatis Erroribus (Gli errori sulla Trinità), è stato condannato a morte e bruciato dai suoi colleghi riformatori tra cui Giovanni Calvino, per « eresia » antitrinitaria, la sua cristologia essendo simile a l’arianesimo.

Un epiteto polemico

L’uso del termine arianesimo come un epiteto polemico può portare a due tipi di amalgami e d’anacronismi. Il primo tipo di amalgama anacronistico, molto frequente nella letteratura storica, religiosa o no, consiste a opporre gli arianisti sia ai « cattolici » sia agli « ortodossi » termini il cui uso separato suppone che una di queste chiese è una sola: quella che viene citata, è l’unica continuatrice della Chiesa del IV secolo. L’uso di uno solo di questi termini respinge l’altro (così come gli anglicani e i protestanti), nella stessa « illegittimità » che quella prestata agli arianisti. Ma prima dello scisma di 1054 non si può ancora parlare di « cattolici », né di « ortodossi » separatamente, per paura di anacronismi, si rifiuta di usare i termini « Trinitaei » o di « Niceni », si deve quindi utilizzare quello « di cattolici – e – ortodossi » con i trattini, in quanto gli aggettivi significano « universali e giusti-credenti » (cioé credenti della doctrina giusta) che erano  usati insieme nella chiesa del primo millennio.

Il secondo tipo di amalgama anacronistico concerne i gruppi di cristiani che hanno creduto o credono, come l’arianesimo, che Gesù non déventa di condizione divina che attraverso l’esaltazione, che egli non è Dio, ma un persona distinta e subordinata al Padre, e che ci fu un tempo in cui Gesù non esisteva, non essendo ancora stato creato.

Stabilire un parallelo tra questi gruppi e gli ariani può essere utile per distinguere gli anti-trinitari tra di loro, ma nonostante la frequenza dell’impiego del termine comme epiteto polemico, non vi è sopravvivenza storica di arianesimo continuo fino al nostro tempo: i gruppi etichettati come tali non hanno delle credenze identique a l’arianesimo. E’ per questo motivo, che questi non utilizzano questo nome quando si riferiscono a se stessi, anche se riconoscono che le loro credenze sono in accordo su alcuni punti, o sostanzialmente simili a l’arianesimo.

Tali controversie non sono solo dogmatiche, ma hanno anche delle implicazioni pratiche sul modo di trattare i non cristiani (che siano anteriori al Cristianesimo, o del tempo attualmente corrente): se Gesù non esiste da sempre (se Gesù non é eterno come il Padre, se non è uguale a Dio), ogni anima può essere salvata e merita di essere rispettata; ma se Gesù preesiste in quanto Verbo e ancora di più se è uguale o consustanziale con Dio, allora solo un’anima cristiana può essere salvata, e ogni uomo deve essere convertito (e se resiste, egli è perduto), e quindi, da qui’ l’invio di missionari per convertire i popoli non cristiani.

 

Coloro le cui credenze religiose sono stati confrontati o falsamente etichettati come arianistes includono:

I Catari,

Gli Unitari, fra i quali molti credono nell’autorità morale di Cristo, ma non nella sua divinità,

La Chiesa di Dio (del Settimo Giorno)

Il movimento degli Studenti della Bibbia fondato da Charles Taze Russell, che ha tirato questa credenza da George Storrs, una figura del secondo Avventismo americano. Per lui, Gesù ha avuto una esistenza pre-umana in quanto Logos, della stessa natura del Padre.

È alla risurrezione che Gesù ha, in più, ottenuto l’immortalità. Tuttavia, Ario riteneva lo Spirito Santo come una persona, mentre Russell non attribuisce una personalità a questo spirito. Diversi gruppi sono derivati dal lavoro di Charles Russell:

L’Associazione degli Studenti della Bibbia,

Il  Movimento missionario interiore laico.

I Testimoni di Geova che hanno abbandonato la distinzione che faceva Russell fra la divina natura di Gesù e la natura angelica. Per loro,Gesù è l’arcangelo Michele.

Il Cristadelfiani (vedi Socinianesimo) che credono nella nascita verginale, ma secondo i quali Gesù ebbe un’esistenza prenatale, non letteralmente, ma come « verbo »

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

e varie altre.

 

 
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Perché sono evangelico?

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 13:07

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Essere evangelici non significa aderire ad una nuova religione, ma fare un’esperienza vera con Gesù

Ciao … chi ti scrive è un uomo felicemente sposato e padre di due figli. Diversi anni fa, alcuni giovani mi parlarono di un Gesù risorto e vivente, che poteva perdonare i miei peccati e cambiare la mia vita. Ero abituato a credere che Gesù fosse, nella migliore delle ipotesi, una figura storica degna di stima e rispetto, ma niente più di questo. Poi, però, questi giovani mi regalarono una copia del Vangelo, dove leggevo di questo Gesù che era vissuto tra la gente comune, aveva fatto del bene a tutti, era morto sulla croce per salvare il mondo ed era risorto dai morti.

Leggendo quelle parole qualcosa accadeva dentro di me, mi resi conto che si trattava di una Parola vivente, qualcosa che mi portava a riflettere sul serio sulla mia condizione spirituale e sul mio futuro eterno. Frequentai alcune riunioni di una chiesa evangelica di fede pentecostale e capii subito che quelle persone così felici ed esuberanti avevano “qualcosa” che io non avevo, pregavano, lodavano Dio come se tutto fosse vero, come se Gesù fosse lì e li ascoltasse davvero.

Alle mie domande, spesso rispondevano: “Sta scritto nel Vangelo …”. Giunse il giorno in cui anch’io volli verificare se quello che stava scritto nel Vangelo era qualcosa che potevo sperimentare: così fu! Scoprii che l’esperienza della “nuova nascita”, dello Spirito Santo che viene ad abitare e a riempire la vita del credente, come pure di mille altre cose scritte nel Vangelo erano alla mia portata, bastava un solo e semplice atto di fede espresso attraverso la preghiera e l’Evangelo diventava per me una Parola viva e vera.

Sono “evangelico”, non per una questione di etichetta, ma perché ho fatto anch’io del Vangelo la regola della mia fede e della mia condotta, ho realizzato la promessa della “nuova nascita” e, per Grazia di Dio, sto vivendo in ubbidienza all’insegnamento della Scrittura. L’Evangelo, perciò, non è un semplice libro, ma è il messaggio di salvezza per tutti i credenti, la potenza di Dio che si manifesta nel cuore di quanti ripongono in Lui fede, quella Parola che produce in vita la luce e l’immortalità (cfr. II Timoteo 1:10).

Il ritorno al Vangelo.

In ogni tempo ci sono stati cristiani autentici che hanno desiderato sperimentare un sincero ritorno al Vangelo, alla sua purezza e alla sua sufficienza. Gli evangelici, e quindi anche io, siamo eredi di questa volontà. Noi crediamo che quell’oscuro falegname della Galilea, Gesù di Nazareth, sia il nostro Salvatore e Signore. Siamo convinti, sulla base della Bibbia, che al di fuori di Lui non sia possibile essere salvati. Infatti, è scritto: “In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati” (Atti 4:12).

Ciò che Cristo è venuto ad annunciare è veramente l’Evangelo, la buona notizia: “Tu non devi far nulla, io ho compiuto tutto; tu non devi salvarti, io ti ho salvato; tu non devi tentare di raggiungere un certo livello di giustizia; tu non devi espiare i tuoi peccati io li ho espiati”. In un colpo solo tutti i nostri tentativi di purificazione personale attraverso pratiche religiose (digiuni, pellegrinaggi, sofferenze o altro) vengono mostrati per quello che sono – tanti “panni sporchi” davanti alla perfetta Santità di Dio.

Gesù è il solo mediatore tra Dio e gli uomini: “Infatti c’è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (I Timoteo 2:5). Non c’è nessun’altra via!

Il ruolo della Bibbia.

L’uomo saprebbe ben poco su Dio se il Signore stesso non avesse parlato e se non si fosse rivelato nella Sua Parola. La Bibbia è il mezzo attraverso il quale il Signore trasmette la Sua Verità all’uomo. Attraverso di essa Egli vuol liberare l’uomo da tutte le sue illusioni per rivolgergli una parola di salvezza.

Ogni uomo ha la possibilità di avvicinarsi alla verità della Bibbia senza la mediazione di altri. Il potere e la chiarezza della Parola di Dio sono tali da non aver bisogno di alcun interprete, se non dell’illuminazione dello Spirito Santo che abita il cuore di ogni vero credente; Gesù, infatti, disse: “… Egli vi guiderà in tutta la verità …” (Giovanni 16:13).

Chiunque crede, il più ricco come il più povero, il più potente come il più umile, è posto nei suoi rapporti con Dio, su uno stesso piano. Non c’è né gerarchia né potere, ma umiltà e servizio, e quella Parola diviene per il credente una luce sul sentiero, una lampada sul cammino (cfr. Salmo 119:105).

L’Unica speranza … un dono.

Sono cristiano “evangelico” perché, come i primi credenti desidero seguire Gesù Cristo e praticare ciò che Egli stesso ha insegnato, sin dai miei primi passi nella fede. Ho avuto bisogno di un Salvatore, perché la Bibbia insegna che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio – ma sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù.

Dio lo ha prestabilito come sacrificio propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare la sua giustizia, avendo usato tolleranza verso i peccati commessi in passato, al tempo della sua divina pazienza; e per dimostrare la sua giustizia nel tempo presente affinché egli sia giusto e giustifichi colui che ha fede in Gesù” (Romani 3:23-26).

Il peccato non è tanto il rubare, uccidere o trasgredire un comandamento, ma è qualcosa che attinge e devasta l’essenza più intima del nostro essere. Il Vangelo di Cristo annuncia il perdono totale di tutti i peccati per la grazia di Dio. Esso è un dono libero e gratuito di quel Dio che ci ama e ci chiama per nome. Non è un invito a migliorare, ma a cambiare! Non si tratta di riformarsi, ma di convertirsi!

Ora ho bisogno dello Spirito Santo che mi aiuti ad ubbidire fedelmente all’Evangelo, a crescere nella santificazione ed ad annunciare questo glorioso e intramontabile messaggio per la salvezza di quanti credono.

Sono cristiano “evangelico”, perché Cristo è diventato il mio Salvatore e Signore e l’Evangelo la mia regola di fede e di condotta. Non devi cambiare etichetta, devi cambiare esistenza, Gesù lo può fare anche per te come lo ha fatto per tanti altri che hanno sperimentato la realtà dell’Evangelo, “… potenza di Dio per la salvezza di ogni credente …” (Romani 1:16).

 

 
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Cosa dice la Bibbia ? 7 décembre, 2012

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 11:15
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La Bibbia contiene tutto ciò che l’uomo ha bisogno di credere per essere salvato e che noi credenti abbiamo bisogno di sapere per piacere a Dio con tutta la nostra condotta, oltre che le predizioni di cose future che sono indispensabili conoscere in vista della fine di ogni cosa. Per essere salvati.
Prendiamo inizialmente gli scritti del Nuovo Testamento. Paolo dice ai Romani che per essere salvati si devono fare queste cose:
“Se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato” (Rom. 10:9); e nel Nuovo Testamento ci sono molti passi che parlano della signoria di Cristo e del fatto che Dio l’ha risuscitato dai morti.
Quindi se un uomo, una donna apre un Nuovo Testamento e legge la storia di Gesù di Nazaret (scritta da Matteo o da Luca o da Marco o da Giovanni) e l’accetta così come è scritta viene salvato all’istante da Dio.
Anche nel caso leggesse solo una epistola di Paolo e confessasse che Gesù è il Signore e credesse col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti egli verrebbe salvato all’istante da Dio.
E se per caso egli avesse solo gli Scritti dell’Antico Patto? Bene, diciamo che anche in questo caso egli può essere salvato perché la legge, i Salmi e i profeti parlano di Gesù di Nazaret.
Nei Salmi e nei profeti per esempio sono trascritte le sofferenze del Cristo per i nostri peccati, nel salmo sedicesimo Davide parla della risurrezione del Cristo; quindi se uno crede che quelle parole si sono adempiute in Gesù di Nazaret, di cui egli ha udito parlare, egli viene salvato dai suoi peccati.
Ricordatevi che l’eunuco quando Filippo lo sentì parlare stava leggendo il profeta Isaia, e che Filippo da quel passo della Scrittura gli annunciò Gesù, e l’eunuco fu salvato (cfr. Atti 8:26-38).
Ancora non c’erano gli Scritti di Matteo, Marco, Luca e Giovanni che parlano della venuta di Cristo della sua morte e risurrezione e di come in lui si sono adempiute le Scritture; eppure Filippo da quel passo di Isaia gli annunciò lo stesso Gesù che predichiamo noi, e quell’eunuco fu salvato.
Anche l’apostolo Paolo a Roma annunciò ai Giudei che Gesù era il Cristo traendo i suoi ragionamenti dalle Scritture dell’Antico Patto ed alcuni restarono persuasi e furono salvati (cfr. Atti 28:23-24).
A dimostrazione di questo che anche solo con gli Scritti dell’Antico Patto si può annunciare ai Giudei la morte e la risurrezione di Cristo e persuaderli che Gesù è il Cristo (naturalmente per far questo è necessario conoscere bene le Scritture dell’Antico Patto e quelle del Nuovo).
Quindi dei Giudei possono rimanere persuasi che Gesù di Nazaret è il Messia morto per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione sentendo parlare accuratamente delle cose relative a Gesù solo con la legge, i Salmi e i profeti.
Niente di cui meravigliarsi ben sapendo che l’Evangelo fu promesso da Dio negli Scritti dell’Antico Testamento (cfr. Rom. 1:2-3); tanto è vero che Gesù quando apparve ai due che erano sulla via di Emmaus “cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo concernevano” (Luca 24:27), e quando apparve ai suoi discepoli disse loro:
“Così è scritto, che il Cristo soffrirebbe, e risusciterebbe dai morti il terzo giorno, e che nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti, cominciando da Gerusalemme” (Luca 24:46-47).Personaggio Gesù Cristo (morte e resurrezione)Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,1-9.

Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro……………..

Fonti        http://salvatorecomisi.unblog.fr/

 

 
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UNA STORIA DI SANGUE 3 décembre, 2012

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 19:29

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Una storia di sangue così presto dimenticata …

Tutto ha inizio un pomeriggio di Venerdì, un giorno come tanti altri mentre guidi la tua auto che ti porta a casa, senti alla radio una notizia, assieme a tante altre. In un piccolo villaggio lontano, 3 persone, sono morte misteriosamente, ma tu in realtà non ci presti molta attenzione, questo evento é uno come tanti altri che succedono nel mondo … E poi lunedì mattina, dalla radio sveglia senti una voce annunciare che in realtà non si tratta solo di 3 persone morte, ma di 30 mila che sono morti in India a causa di una malattia sconosciuta e incurabile. I ricercatori di tutto il mondo specializzati per il controllo della salute iniziano una serrata, urgente ’’inchiesta’’ .

Martedì la grande notizia è in prima pagina di tutti i giornali, perché non è più solo in India che la gente muore ma anche in Pakistan, Afghanistan e Iran, e tutti ne parlano definendo questo male: « l’influenza misteriosa » Peggio della «spagnola» del 1918 / 1919 che fece così tante vittime, la quale si è manifestata nel marzo del 1918 fra i soldati in America, soggetta a segreto, è pubblicata dai giornali spagnoli per cui prese il nome di ’’spagnola’’ « e tutti si chiedono: » Come la si potrà controllare questa nuova ’’peste’’ ?

Poi una novità sorprende tutti: l’Europa chiude le sue frontiere, anche per gli stessi europei espatriati o in vacanza non ci sarà più ritorno dall’India o da qualsiasi altro paese in cui è stata notata la malattia. Vediamo alla televisione che un giornalista interroga una donna italiana, che ha il marito morente di questa « misteriosa influenza » … La malattia è arrivata in Europa.

C’è panico in Europa … I dati dicono che quando si prende questa malattia, non ci si rende conto di averla e che ci resta appena una settimana di terribili sofferenze per poi morire. L’Inghilterra, come tutta l’Europa, chiude i confini, e il présidente degli Usa chiude le sue frontière per gli europei e gli asiatici a tempo indeterminato comunque fino a quando la cura non sia stata trovata e la malattia debellata.

Il giorno dopo, la gente si riunisce nelle chiese per pregare che i ricercatori possano trovare una cura. Il giorno successivo si viene a sapere dalla radio che due donne hanno contratto la malattia a New York. Sembra che la malattia ormai è presente nel mondo intero, tutti gli esseri umani ne erano infetti senza manche saperlo perché i più erano portatori sani del virus.

Gli scienziati continuano a cercare affannosamente un antidoto, senza successo. Improvvisamente, la notizia tanto attesa arriva e tutti nel mondo lo vengono a sapere: abbiamo decifrato il codice del DNA del virus, ora possiamo finalmente fare un antidoto! Ma abbiamo bisogno del sangue di qualcuno che non è stato infettato dal virus e quindi in tutti i paesi del mondo si deve cercare nella speranza di trovare qualcuno che sia immune a questo terribile virus. Si chiede a tutti di andare al più vicino ospedale per un esame del sangue. Tu, come tanti altri vai volontario  con tutta la tua famiglia in ospedale, i vostri vicini, i vostri amici e tu stesso vi chiedete:  « Questa é la fine del mondo? »

Improvvisamente un medico gridò un nome che ha letto nel suo registro, é il nome del tuo figliolo unico il quale ti dice: « Papà, il medico ha gridato il mio nome, devo andare! E prima ancora che tu possa reagire tuo figlio, l’unico che hai, si trova fra le mani dei Medici e degli infermieri. E tu gridi: « Aspettate, aspettate   un momento voglio sapere cosa gli fate « e loro ti dicono: » Va tutto bene, il suo sangue è puro, il suo sangue è pulito, noi riteniamo che tuo figlio ha un sangue spéciale unico al mondo, capace di salvare l’umanità da questo male distruttore.

« Dopo 5 minuti, i medici escono dalla stanza gridando piangendo e ridendo di gran cuore. Questa è la prima volta in una settimana che si vede ridere qualcuno, e il dottore si avvicina e ti dice: « Grazie Dio mio, il sangue del tuo figliolo è perfetto, può essere un antidoto contro la malattia per tutti coloro che accetteranno di farsi vaccinare gratuitamente …  » La notizia si diffuse nel mondo e tutti piangono di gioia, ma purtroppo ci sono molti che sono scettici e non credono a questo miracolo, (e anche quando i medici inizieranno le vaccinazioni non si faranno vaccinare e moriranno).

Il dottore si avvicina a te e tua moglie, e dice: « Posso parlarle un momento? Non sapevamo che il donatore fosse un bambino, quindi abbiamo bisogno che ci firmi lei, in quanto padre del minore, il contratto di autorizzazione che ci da il permesso di utilizzare il suo sangue per salvare l‘umanità. ‘‘ Mentre leggi il contratto, noti che non è specificato la quantità di sangue necessaria … e dunque chiedi: « Quanto sangue gli sarà tolto a mio figlio? « Il sorriso del dottore sparisce dal suo viso e dice con voce tremula di commozione: « abbiamo bisogno di tutto il suo sangue ».

E’ come se avessi ricevuto una mazzata in testa, perché ti rendi conto che quello che ti si chiede è di sacrificare la giovane vita del tuo unico figlio affinché l’umanità possa essere salvata. Il dottore ti spiega che tuo figlio svuotato di tutto il suo sangue morirà salvando così dall’estinzione l’umanità, non c’è nessun’altra alternativa perciò devi firmare senza indugi. « In silenzio e tremante,  firmi …

La settimana successiva, c’è la cerimonia di sepoltura di tuo figlio che coscientemente ha dato la sua vita per salvare tutta l‘umanità, il Suo sangue è il solo lavacro che può salvare. Dei tanti miliardi di persone suscettibili di essere salvate non c’è nessuno, solo alcuni bambini suoi compagni di gioco sono presenti, alcune persone si sono scusate di non poter essere presenti protestando incombenti affari di famiglia che richiedono la loro presenza ad evitare gravi perdite finanziarie, altri stanchi dormono nei loro letti, altri preferiscono andare a fare una passeggiata o giocare una partita di calcio …  C’è qualche curioso che in lontananza mostra un forzato sorriso … Ti piacerebbe andare a gridare: « Ma mio figlio è morto per tutti voi, non pensate che ci sia bisogno di fare qualcosa in riconoscenza??? ‘‘

E’ proprio ciò che Dio ci dice: «Io, il tuo Creatore, ho tanto amato il mondo, tutti voi, che ho dato il mio figliolo unigenito per la salvezza di tutta l’umanità » (Evangelo di S. Giovanni 3:16) E ‘curioso di vedere quanto sia facile per le persone rifiutare Dio e poi ci domandiamo perché il mondo va sempre di male in peggio sempre di più …

E’ molto scioccante vedere che siamo disposti a credere a tutto ciò che i giornali e la TV ci dicono, (come i vari falsi annunci di fine del mondo) e mettiamo in dubbio la parola di Dio il nostro Creatore  … E’ grave il fatto che noi spendiamo il nostro tempo solo per accumulare beni terreni, (non è certo peccato guadagnare del denaro con il proprio lavoro onesto, ansi Dio ci stimola al lavoro), ma è grave vivere senza mai consacrare nemmeno 5 minuti per cercare di ottenere da Dio quei tesori celesti promessi … E’ poco divertente vedere qualcuno che dice « Io credo in Dio » e invece dimostra nei fatti con le sue azioni che non segue la Sua Via … E’ strano che si è pronti a inviare e ricevere e-mail di poco valore ed a volte anche come scherzi, ma quando si riceve una e-mail che parla di Dio la cosa ci disturba e spesso si esita prima di inviarne uno in risposta …

Non è per niente civile che si possa parlare di volgarità, di lussuria e di oscenità così liberamente quando è vietato parlare di Gesù, nelle scuole e nei luoghi di lavoro … E’ strano, non è vero ??? E’ curioso che tutti noi siamo preoccupati  più di ciò che pensano gli altri su di noi, e così poco di ciò che Dio pensa di noi … Dio è colui che agisce sempre al tuo, al nostro favore e vuole cambiare il tuo ed il nostro destino in meglio. Non dimenticare mai, quando Dio fa qualcosa lo fa bene e per il nostro bene. Per questo siamo spronati a leggere la Bibbia che è la Parola di Dio, per sapere cosa Dio ha in riservo per noi, suoi figlioli in Cristo.

Affermare che la Bibbia è la « Parola di Dio » vuol dire che si ha la certezza, per fede, che la sua ispirazione è assolutamente divina, dal primo versetto della Genesi, all’ultimo dell’Apocalisse! Così, la « Parola di Dio » non è limitata alle sole parole pronunciate da Dio nella Bibbia, ma a tutto ciò che è scritto in tutta la Bibbia.

A volte vediamo Dio che parla direttamente ai Suoi profeti, che quindi può scrivere: « La Parola di Dio è venuta da me dicendo … » Oppure: « Il Signore mi ha parlato e ha detto …  » Il più delle volte, questi profeti hanno ascoltato in diretta la voce udibile di Dio, perché lo Spirito Santo non risiedeva in modo permanente in loro.

Tuttavia, che essi erano consapevoli o no, tutti gli scrittori di tutti i libri della Bibbia sono stati direttamente ispirati dallo Spirito Santo di Dio per scrivere quello che hanno scritto. Ognuno ha potuto mantenere la propria personalità ed il proprio stile, questo non ha impedito al Signore di ispirare. Gesù ed i suoi discepoli erano consapevoli della assoluta ispirazione delle Sacre Scritture, a qualsiasi « apice ».  «In verità vi dico: finche non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota, o un segno della legge (la Bibbia), senza che tutto sia compiuto» Matteo 5: 18; «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno) (Matteo 24:35). « L’erba si secca, il fiore appassisce, ma la parola del nostro Dio dura sempre » (Isaia 40:8).

Se la Bibbia è considerata la parola di Dio, è che questa parola è scaturita per la prima volta nella mente, nel pensiero di Dio. Egli vuole manifestarsi a tutta la sua creazione, in particolare ai Suoi figli. Dio si è manifestato soprattutto  attraverso la Sua Parola. I pensieri di Dio sono stati espressi tramite la Sua Parola.  La Bibbia ci dice che il Signore Gesù è la Parola di Dio che si è fatta carne prendendo forma umana, Egli è la Parola vivente ed eterna. « In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Essa era in principio presso Dio. Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e nulla è stato fatto senza di essa « (Giovanni 1:1-3). Così, il pensiero di Dio si esprime attraverso la Sua Parola. E la sua parola è creatrice. E ‘Spirito e Vita. Trasmette il potere creativo della mente di Dio.

Quando la Parola di Dio incontra il cuore dell’uomo che aderisce a questa Parola con fede, essa gli trasmette immediatamente la Vita divina, la Vita eterna. La fede è semplicemente l’adesione del nostro cuore alla Parola di Dio. E la Parola di Dio, trasmette allora tutta la vita divina nella vita del credente! Al contrario, quando la Parola di Dio non trova la fede nel cuore di chi ascolta, essa non gli serve a niente, non ha alcun effetto nella sua vita. L’incredulità è quindi il rifiuto di aderire alla Parola di Dio.

Quando la Parola di Dio è stata ricevuta dai Suoi profeti, questi l’hanno spesso messa per iscritto, ed essa ci è stata conservata in questa forma. In sostanza, la Parola scritta di Dio, è dunque Dio stesso che ci parla! Questa parola non è una parola d’uomo, il frutto del pensiero umano. Ma è la stessa Parola di Dio, il frutto della Sua mente, del Suo cuore, il Suo profondo essere.

Caro lettore, spero che tu abbia capito questa parabola dell’umanità tutta infettata dal peccato, perché tutti siamo peccatori,  peccare vuol dire sbagliare il bersaglio e non esiste piccolo e grande sbaglio, quando non si fa centro, per poco o per molto, sempre sbaglio è, ecco perché noi tutti abbiamo bisogno di essere lavati dal sangue innocente del Figlio di Dio per essere salvati, lo vuoi tu ?

Vedi la Bibbia: Vecchio e Nuovo Testamento

 

 
 

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