SENTINELLE CHRETIENNE

Bienvenue sur mon blog: Homme 76 ans Retraité, Chrétien Évangélique, poète et écrivain publie sur blogs, n’aime pas la polémique ni la vulgarité, aime beaucoup les bonnes fructueuses échanges d’opinions. J’ai besoin de vos commentaires d’encouragement.

 

Canto e musica cristiana 20 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:41

E’ alla fine del I° secolo (intorno all’anno 100) che si hanno le prime manifestazioni di canto e musica cristiana. Provenienti dall’espressione musicale ebraica, si sviluppano con particolari elementi distintivi che nel II° secolo saranno migliorati da Gregorio Magno.

Le manifestazioni vocali possono essere sia corali che solistiche “Antifonali” quando due cori si alternano, “Responsoriali” quando al canto del singolo (il sacerdote) risponde il coro.

I testi che sono in generali brevi, vengono tratti dalle Scritture Bibliche e nella loro semplice struttura diventeranno in seguito parte integrante del canto liturgico nelle chiese cristiane.

Nell’anno 105 a Roma la comunità cristiana, secondo la tradizione e l’elenco ufficiale della Chiesa consacra il suo VI° vescovo, il romano Alessandro I°

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L’Evangelo di San Giovanni 19 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:21

Chiude il primo secolo la stesura dell’Evangelo di S. Giovanni che viene collocato tradizionalmente intorno all’anno 100. E’ un Evangelo con accenti strutturali e di linguaggio differente dai “sinottici” (infatti, i primi tre hanno molte analogie perché presentano in generale la vita del Signore Gesù sotto uno stesso aspetto.

Diverso invece è l’Evangelo di Giovanni, perché mentre per i primi tre il soggetto principale è il ministero di Cristo in Galilea, il 4° Evangelo mette in evidenza la sua attività in Giudea. I sinottici parlano relativamente poco della divinità di Cristo, mentre Giovanni insiste sulla testimonianza dello stesso Gesù Cristo su questo soggetto.

La teologia di Giovanni è per certi versi originale, è un’opera a se, e presuppone uno speciale clima religioso, forse formatosi in Siria nel corso di quegli ultimi anni. Giovanni fa molto uso del materiale che la tradizione ebraica conosceva senza preoccuparsi dei momenti storici presentando Gesù soprattutto come la parola divina incarnata rivelante il Padre.

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I Diaconi a Roma 18 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:20

Nel 97 viene eletto Vescovo di Roma (Papa) Evaristo, un siriaco di origine ebraica. Egli è ricordato come colui che fu all’origine della creazione di sette Diaconi per il servizio delle chiese della città di Roma che era divisa in 14 regioni augustiane e perciò due regioni ciascuno che insieme prendevano il nome di circoscrizione, sette circoscrizioni in totale.

Il Diacono, dal greco diakonos, nel linguaggio di allora era un domestico non schiavo, perché il domestico schiavo si chiamava dulos. Nei cristiani divenne un ausiliario della Chiesa locale, nei quali le qualità spirituali e morali devono corrispondere a quanto esposto da S. Paolo in 1 Timoteo 3:8 e seguenti:

“…. i Diaconi debbono essere dignitosi, non doppi in parole, non proclivi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; uomini che ritengano il mistero della fede in pura coscienza. E anche questi siano prima provati ; poi assumano l’ufficio di diaconi se sono irreprensibili.”

Uomini scelti per soccorrere le vedove e gli indigenti della Chiesa primitiva, dunque erano degli assistenti dei Vescovi chiamati pure Anziani, questi non esercitavano un ministero unico, ma secondo i bisogni della comunità che li aveva stabiliti.

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Da Patmos l’Apocalisse di San Giovanni 17 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:18

Oggi la parola Apocalisse è sinonimo di distruzione, di fine del mondo. Non era questa l’intenzione di Giovanni che imprigionato nell’isola greca di Patmos a causa della sua fede evangelica, durante le terribili persecuzioni messe in atto da Domiziano contro i cristiani, scrisse la Rivelazione.

La parola apocalisse non esiste nel Vecchio Testamento, ma viene usata la parola rivelazione (nel senso di togliere il velo a qualcosa che lo copre) per far conoscere all’uomo la volontà che viene da parte di Dio. Infatti sin dal primo versetto abbiamo: Il titolo e l’argomento del libro.

“La rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha data per mostrare ai suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve; ed egli l’ha fatta conoscere mandandola per mezzo del suo angelo al suo servitore Giovanni, il quale ha attestato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, tutto ciò che egli ha veduto.

Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che sono scritte in essa, poiché il tempo è vicino.”

Con forza poetica e profonda religiosità, l’Apocalisse di S. Giovanni è un’esortazione a la conversione a Gesù Cristo, sola speranza di salvezza, essa è pure una esortazione alla vigilanza, ma vuole anche consolare e rafforzare gli animi di coloro che si trovano su questa terra a combattere il male. Vi si trova la descrizione degli orrori terreni ed incita a credere nella vittoria di Cristo e di tutti coloro che in LUI vinceranno accolti in cielo.

Certamente, lo sfondo apocalittico è costituito dalle persecuzioni contro i cristiani che aveva scatenato Domiziano a seguito del loro rifiuto di offrire il culto all’imperatore, ed è possibile che la Babilonia di cui parla l’Apocalisse di Giovanni simboleggi Roma, la Roma dai sette colli concepita come la demoniaca incarnazione della potenza di questo mondo che perseguita i seguaci di Cristo.

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Le persecuzioni di Domiziano 16 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:17

Durante la sua vita di soldato, Domiziano ne sparse di sangue dei nemici di Roma, ma del sangue degli ebrei e dei Cristiani anche loro ebrei, ne aveva sparso proprio molto. Questi non erano come quei soliti nemici che combattevano solo per restare padroni della e nella loro terra, gli ebrei ed i cristiani con la loro predicazione offendevano anche gli dei romani e l’autorità dei potenti dell’impero.

Gli ebrei ed i cristiani non combattevano l’impero romano solo con le spade, essi usavano un’arma che non era in uso fra i soldati, questa era la parola, contro la quale non vi erano armi adeguate per combatterla. La loro predicazione contro i potenti della terra, nel nome di un Dio unico e creatore del mondo era inaccettabile per i romani.

Ecco perché ancora una volta, nel 93 Domiziano ordinò una nuova persecuzione contro i suoi nemici giurati, gli ebrei ed i cristiani che si trovavano a Roma.

Ma egli essendo di un naturale sospettoso di tutto ciò che non rientrava nella sua rigida e piccola visione dell’etica religiosa che aveva come scopo di vita il solo presente, non accettava una predicazione che annunziava i rigori dell’inferno per chi non si sottometteva alle leggi del Dio Creatore, ma che prometteva anche una vita eterna in un paradiso celeste.

Domiziano, viveva in Roma una vita di terrore, ed avendo raggiunto il culmine del suo complesso di persecuzione, ordinò l’espulsione dalla città dei cristiani e di tutti gli ebrei, e siccome odiava tutti coloro che avevano l’abitudine di dire la propria opinione, espulse anche i filosofi ed i matematici che vivevano nella sua capitale.

Era quello un periodo di delazioni ad oltranza, tutti accusavano il proprio nemico, spesso era solo per fare del male, o per guadagnarsi la gratitudine dell’imperatore. Ciò scatenò nei romani e soprattutto nell’aristocrazia la necessità della morte dell’imperatore, varie congiure furono messe in atto, tutte scoperte dai delatori pagati da Domiziano che puniva facilmente, per un solo semplice sospetto, dava morte o esclusione dalla sua città.

Così, in quegli anni 94 e 95 la paura di essere perseguitato dai romani aumentò il suo furore che gli faceva trovare molti pretesti, aiutato dai molti delatori da lui pagati a questo scopo, dava morte ed espulsione a chiunque e soprattutto agli ebrei ed ai cristiani.

Non sopportava che si predicasse contro i potenti, ed i cristiani avevano nella loro dottrina proprio questo tipo di predicazione, ma soprattutto non accettava la predicazione di un Dio unico essendosi lui stesso dichiarato divino e come tale voleva essere considerato ed onorato.

Finalmente il 18 settembre del 96 una congiura che ha come complice perfino la moglie di Domiziano, ormai anche lei inquieta perché non immune da eventuali delazioni, riesce nell’intento di uccidere il tiranno che all’età di soli 42 anni muore perché fu lui che si attirò la sua stessa rovina.

Fu in questo contesto che Giovanni, l’Anziano della Chiesa di Efeso scrisse l’Apocalisse, ne abbiamo notizia da Ireneo che ne fu testimone.

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L’Evangelo di San Luca 15 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:16

E’ del 90 la stesura dell’evangelo di S. Luca e degli Atti degli Apostoli. Luca era un medico siriano, un uomo colto, convertito dal paganesimo, fu evangelista e compagno di Paolo, troviamo i suoi saluti assieme a quelli di Paolo che da Roma scrisse l’epistola alla Chiesa dei Colossesi e a Filimone Nella seconda epistola a Timoteo Paolo rende una bella, commovente testimonianza ”solo Luca è con me”

Gli Atti degli Apostoli ci rivelano che Luca partecipò, almeno in parte, agli ultimi viaggi di S. Paolo in oltre è certo che Luca conobbe molti testimoni della vita di Gesù, proprio per questo egli preparò la stesura del suo Evangelo con una più accurata ed approfondita indagine degli altri due Evangeli che avevano una matrice giudeo – ellenistica ai quali si riallaccia.

Nell’Evangelo e negli Atti scritti in un periodo dove la Chiesa è in un periodo di forte impulso missionario, e quindi di forte espansione del Verbo di Cristo verso i pagani, troviamo una presentazione della predicazione diversa dalla mentalità tradizionale ebraica.

Nel suo Evangelo, Luca inizia il suo racconto dandoci alcuni e vari momenti dell’infanzia di Gesù e ci offre una documentazione di fondo della fede cristiana. Egli ci presenta il Cristo come il Salvatore dell’intero genere umano, rilevando con particolare forza la bontà e l’amore di Gesù Cristo per tutti i peccatori.

La nascita del Salvatore è posta all’inizio dell’Evangelo come collegata con la storia dell’impero di Roma. Come lo fa Paolo, Luca ci mostra Gesù in lotta contro il settarismo farisaico che non vuole accettarlo quale egli è, il Salvatore misericordioso che si indirizza soprattutto verso i peccatori ed i rigettati dalla società, cioè ai malati bisognosi di cure e di salvezza.

In molti passi, come nella parabola del figliol prodigo, viene dimostrato l’amore di Dio che si è fatto uomo, utilizza un altro metro che quello umano perché Gesù salva i peccatori (i malati) e non i presuntuosi farisei che non hanno bisogno di salvezza (per i farisei la stretta osservanza della legge da il diritto ad essere ricevuti da Dio).

Luca ci presenta Cristo che non misura l’uomo secondo la quantità di peccati ma secondo la qualità della loro fede in Lui, dandoci spesso una impressione viva della sua azione con gli esseri umani con l’illustrazione commovente di dettagli meravigliosamente psicologici.

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Da episkopos a “dirigenti incensurabili”. 14 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:14

Da sorveglianti (episkopos = vescovi) a “dirigenti incensurabili”.

Nel 76 viene fatto III° vescovo di Roma Anacleto, un romano che restò nella carica fino all’88, sotto il suo mandato furono fondate nella sua città 25 parrocchie rette da un Presbitero (che all’origine erano dei Consigli di Anziani che gestivano la comunità allo stesso modo che lo sono ancora oggi gestite le Chiese Evangeliche.

E’ intorno all’85 che viene situata la stesura dell’Evangelo di Matteo, la sua narrazione comporta piuttosto degli accenti giudeo – ellenistici più che quella che vediamo negli scritti di Paolo, forse perchè questo Evangelo è stato composto per una comunità cristiana dell’oriente.

E’ presente un certo carattere ecclesiastico influenzato certo dal fatto che le nuove generazioni di cristiani si organizzavano sempre più e sempre meglio alla propagazione della Parola di Dio.

Nell’88 viene consacrato IV ° vescovo di Roma Flavio Clemente I° che era un romano che tenne la carica per 9 anni, fino al 97. Con lui si ha il primo importante tentativo di supremazia della Chiesa di Roma (e dunque del suo vescovo, non si parla ancora di Papa perché questo è un titolo pagano che sarà poi dato ai vescovi facendo della Chiesa una monarchia).

Flavio Clemente I° è nel 96 autore di una “lettera at Corinzi” dove sostiene il principio dell’ordinamento gerarchico della Chiesa.

Con lui finisce la Chiesa dei fratelli che sono tutti uguali, ora come scrisse qualcuno “nella fattoria” ci sono coloro che sono più uguali degli altri.

A Corinto erano sorte delle controversie a proposito di alcuni fratelli che a forza di credersi “più uguali degli altri” avevano preso il potere, ed esercitavano, come diremmo oggi, uno strapotere che fu democraticamente sancito dalla comunità che li aveva destituiti.

Flavio Clemente I° sostiene che i vescovi anziani della comunità non devono essere sostituiti, in quella lettera protesta con forza contro tale provvedimento ESIGENDO l’allontanamento (la scomunica) “dei sobillatori della comunità” cioè di coloro che evangelicamente rifiutavano lo strapotere dei vescovi che erano diventati padroni, o perlomeno dei “superiori, dirigenti incensurabili”.

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LA FORTEZZA DI MASADA 13 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:12

Quattro anni di lotta dopo la caduta di Gerusalemme, quattro lunghi anni di assedio romano, e nel 74 la fortezza dei resistenti zeloti è conquistata da questo potente esercito romano che aveva enormi mezzi bellici e che dovette costruire una grande torre accanto alla fortezza di Masada per poterla bombardare e fare delle brecce.

Settemila soldati agguerriti contro un migliaio di occupanti la fortezza (poche centinaia di combattenti, il resto erano donne, vecchi e bambini) che avevano resistito all’assedio guidato prima da Vespasiano, poi dal figlio Tito ed infine da Flavio Silva che avuto il passaggio delle consegne dal figlio dell’imperatore, riuscì ad abbattere la resistenza degli ebrei.

Flavio Silva non ebbe l’onore ed il piacere di uccidere i resistenti quando entrò inferocito, attraverso le brecce fatte dal bombardamento intensivo, nella fortezza ne di fare dei prigionieri da vendere come schiavi, perché gli ebrei preferirono, al disonore della spada romana, il suicidio di massa.

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Lo sterminio degli Ebrei nella terra d’Israele 12 juin, 2010

Classé dans : Religione — Sentinelle Chrétienne @ 10:11

Morto un imperatore se ne fa un altro, Vespasiano teneva sotto assedio la città santa del popolo ebraico, Gerusalemme resisteva essendo in quel popolo tutti, israeliti e cristiani, pronti a morire per la libertà.

Vespasiano nel 70 dovette lasciare la città assediata e partire per Roma dove lo aspettavano il Consolato e la corona di Imperatore. Resta sul posto per proseguire l’assedio di Gerusalemme il figlio Tito con l’ordine di:

Non solo domare la rivolta di questo popolo dal Dio unico, ma di distruggere la città a perenne memoria e completamente radere al suolo, tutti gli edifici e soprattutto il tempio che per gli ebrei era il simbolo della presenza del loro Dio, e per finire, ordina una strage olocausto.

Uccidere quanto più ebrei sarebbe possibile, ed il resto doveva essere scacciato con tutti i mezzi, una volta per tutte, nessuno escluso, da quel luogo che più tardi gli si cambierà perfino il nome.

Una nuova e più cruenta strage su tutto il territorio del popolo di Israele dove, una volta eliminati e cacciati o venduti schiavi, tutti gli ebrei, fu chiamato per ordine dell’imperatore Adriano nel 135 la “PALESTINA”

La strage operata da Tito nel 70 per ordine del padre Vespasiano fu enorme, colossale, una carneficina. Fu uno dei più grandi crimini dell’umanità per la ferocia inaudita con la quale si uccidevano uomini, donne, bambini e vecchi, noncuranti di nulla, soldati che erano fieri di uccidere inerme creature che amavano il proprio paese. Alcuni si rifugiarono nella fortezza di Masada, anche quella poi distrutta nel 74.

Questo popolo sovrano aveva il solo torto di non sopportare ingerenze di altri popoli, di altri re, di altri imperatori che il loro Dio che aveva dato loro una legge già più che millenaria, e che intendeva osservare solo quella.

Gli ebrei scampati non si davano per vinti, tanto che da allora il loro saluto era: “l’anno prossimo a Gerusalemme” un saluto augurio che durò per due millenni fino al trattato del 1947, quando sarà creato lo Stato di Israele, un popolo finalmente ritornato nella sua terra.

Fu in questo periodo, nel 70, che la tradizione indica per la composizione del Vangelo di Marco, mentre quello di Matteo è di una data più avanzata. Luca più tardi si comporrà di materiali dei due primi, mentre Giovanni scrive il suo Evangelo molto più tardi

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Dieu m’a dit que mon amie guérirait, et elle est morte ! 11 juin, 2010

Classé dans : religion — Sentinelle Chrétienne @ 18:05

Dieu m’a dit que mon amie guérirait, et elle est morte !Bonjour,
Je profite de votre site pour vous poser une question qui me tourmente…
Je ne crois en Dieu que depuis un an. Je me suis réveillée une nuit (ce qui ne m’est jamais arrivé), j’ai senti Sa présence et j’ai entendu des pensées qui ne venaient pas de moi. C’était la preuve que j’attendais depuis quelques mois.
Il y a quelques jours, je priais pour la guérison d’une amie. Et subitement, j’ai senti que Dieu me répondait. Il m’a dit : ‘je vais la guérir’. Et j’ai pu comparer cette ‘révélation’ avec la toute première qui m’a prouvé qu’Il existait…
Mon amie est décédée. Je ne l’ai d’ailleurs pas cru tout de suite…
Cet événement me pousse à me poser des questions et j’en suis arrivée à deux hypothèses :

1) J’ai inventé la réponse au sujet de la guérison, donc j’ai inventé la réponse au sujet de l’existence de Dieu.
2) Il m’a menti sur cette guérison, ce qui me fait dire qu’Il peut avoir menti sur d’autres sujets.
Dans tous les cas, je ne veux plus rien avoir à faire avec Lui…
C’est un problème insoluble. Je suis en train de perdre le contact avec Dieu.
Si vous voyez une explication, répondez-moi le plus rapidement possible, SVP.
Merci, Claire

Réponse de: pasteur@oratoiredulouvre.fr

Chère Claire,
Ce que vous avez vécu peut vraiment être une chance pour vous d’évoluer vers une foi plus forte et plus vraie.
Dieu ne parle pas avec des sons et des mots. Quand on dit « Parole de Dieu » ou « révélation », c’est une façon de parler pour dire ce que la personne humaine reçoit de Dieu. Mais ce que nous recevons, c’est l’expérience d’être parfois accompagné (comme vous le dite très bien), c’est l’expérience de découvrir au plus profond de soi-même des idées et des pistes nouvelles.
C’est bien souvent, comme vous l’avez senti à l’occasion de la maladie de votre amie, quelque chose qui est de l’ordre d’une espérance vraiment surnaturelle. Ce que nous recevons de Dieu c’est une hauteur de vue et une qualité d’être que nous n’avions pas avant et que nous n’aurions jamais eu par nos propres forces humaines…Ensuite, la question et le risque, c’est de mettre des mots sur cette expérience de Dieu. La difficulté c’est de démêler ce qui vient de nous de ce qui vient de plus grand que nous. C’est particulièrement difficile car c’est au plus profond de nous-mêmes que Dieu se fait présent, entre en contact, et que les mots arrivent difficilement à rendre compte de ce niveau de réalité.

La Bible appelle souvent Parole pour parler du geste de Dieu pour une personne. Une autre image biblique de cette présence ou de cette action de Dieu en nous c’est l’Esprit, le souffle créateur de Dieu. Cette autre façon de parler nous dit que Dieu agit en nous comme l’oxygène dans notre corps, de façon bien mystérieuse pour les gens de l’époque de la Bible, mais d’une façon vitale. Après avoir inspiré l’air et reçu de lui une force nouvelle, ce souffle nous permet de parler, mais c’est alors une vibration de notre gorge animée par le souffle, selon notre propre personnalité, ce n’est pas le souffle qui parle tout seul.

‘Je vais la guérir’ avez-vous entendu. Peut-être que Dieu vous avait fait sentir avec certitude l’annonce que sa vie ne s’arrêtait pas à cette maladie et dans votre espoir de la garder ici-bas vous avez traduit cela en terme de guérison physique pour encore quelques dizaines d’années? ‘Je vais la guérir’ avez-vous entendu, peut-être que c’était l’annonce du pardon que Dieu lui donnait? Peut-être qu’il disait ‘Je vais te guérir, toi’, guérir de ce qui te blesse et t’entrave, guérir de cette blessure qu’est le deuil et la fragilité de notre corps biologique?
Mais ce qui est certain, c’est que l’annonce d’une guérison est bien cohérent avec ce qu’est Dieu, le Dieu de la vie, de la vie éternelle, le Dieu de la santé et du bonheur.

Pourquoi n’a-t-il pas guéri physiquement votre amie? Personnellement, je pense que c’est parce qu’il n’a pas pu. S’il avait pu, il l’aurait fait, comme bien souvent, d’une façon ou d’une autre. Où était Dieu quand elle est morte? Il était avec elle, pour la soutenir et conserver son âme, il était là pour pleurer sur le gâchis de ce passage sur terre écourté et sur ses proches en deuil. Dieu était là, avec elle, avec vous. Et avant cela, Dieu était là auprès des médecins pour les encourager à essayer, il était avec elle pour l’encourager à se battre. Il n’était pas dans la maladie, ni dans la mort.

Dieu est puissant, infiniment puissant et il est bon de s’ouvrir à cette force de croissance et de guérison. Mais il y a des fois où il ne peut pas guérir, pas tout de suite. Ce que je crois fermement, c’est qu’en définitive, il sauvera, il guérira chacun de ses enfants. Il purifiera chacun, il lavera chacun, il guérira chacun et l’aidera à s’élever… Il prendra le temps qu’il faut, nous avons le temps. Nous avons la vie éternelle devant nous.
Que Dieu vous bénisse.
Amitiés, Marc Pernot pasteur@oratoiredulouvre.fr

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